mercoledì 18 maggio 2022

"Piacere, babywearing!": il nostro per-corso on line per chi si avvicina al portare

 

Finalmente con l'allentarsi della morsa del Covid, le attività, in ogni settore, stanno ritornando nella cara, vecchia modalità in presenza: dall'intrattenimento alla cultura, a poco a poco pare che le remore e le preoccupazioni alle interazioni dal vivo stiano svanendo. Era ora!

Come molte colleghe, anche io sto cercando di "recuperare il tempo perduto" (perdonami per questa espressione decisamente falsa e irritante, ma ecco, in effetti questo è l'atteggiamento che colgo guardandomi in giro), naturalmente a modo mio, con i miei tempi bradiposi e poco performanti! Mi sto dando all'organizzazione di laboratori, workshop, incontri divulgativi, corsi di gruppo, insomma, tutte attività che prevedano un certo assembramento! (ti ricordi come risuonava spesso questa parola durante i lockdown?) 

 


Man mano, fortunatamente, sto riscontrando sempre maggiore fiducia da parte delle persone nel ritornare in contesti di aggregazione, anche in ambienti al chiuso, per cui sono contenta, e soddisfatta dei risultati che stanno arrivando! 

E allora, perchè continuare anche con le attività on line? Tanto vale lasciar andare quella dimensione, che all'inizio appariva come un pretenzioso, futuristico "piano B", e investire tutte le energie nella ritrovata sfera della presenza dal vivo... La me stessa di qualche anno fa (diciamo una decina di anni fa, almeno!), avrebbe buttato il bambino insieme all'acqua sporca del bagnetto , ero donna da o tutto o niente, o bianco o nero. Fortunatamente il tempo mi ha fatto riconsiderare diverse cose 

Le attività on line, credo, a un certo punto avranno saturato tutti: ci sono stati mesi dove c'erano tonnellate di dirette, incontri su Zoom, videocall, corsi di ogni tipo a distanza. E' comprensibile che tutto ciò sia venuto un attimo a nausea! Ma non bisogna dimenticare anche il "buono" che quei mesi chiusi in casa davanti agli schermi hanno, pur tra diverse contraddizioni, portato: nuove connessioni con altre realtà, nuove possibilità di arricchimento di conoscenze, esperienze... I corsi, i workshop, i seminari on line: nuove opportunità, potenzialmente per tutti (a prescindere dal luogo, purchè con una connessione internet) e a un prezzo ridotto (costi più contenuti)!

Ecco, noi quel "buono" non vogliamo lasciarlo andare, desideriamo anzi coltivarlo, averne cura, investirci. Noi, io e Alice , impegnate ancora di più fianco a fianco nella diffusione di un babywearing accessibile e semplice (semplice, non "facile"...), abbiamo riscontrato che attraverso il display di uno smartphone, lo schermo di un computer, riusciamo a raggiungere persone che magari fisicamente avrebbero difficoltà a seguire corsi, fare consulenze. Talvolta ci sono zone completamente "scoperte" da consulenti babywearing, spostarsi per le famiglie è complicato o impossibile, magari (comprensibilmente) i servizi di consulenza o supporto risultano rincarati a causa del peso della trasferta, e si perde anche in termini di continuità (consulenze "spot" che non hanno seguito, abbandono precoce del portare, o timore a iniziare etc).


Per tutti questi motivi abbiamo deciso di investire in "Piacere, babywearing!", un percorso on line di gruppo agile e a costi accessibili, che fornisce conoscenze e strumenti per poter iniziare consapevolmente il proprio cammino nel mondo del portare. Due incontri on line, da poter scegliere tra un ventaglio di tre date diverse:

   -il primo incontro sarà di tipo teorico-informativo (vedremo insieme le "basi" del portare, a livello biologico e culturale, i bisogni del neonato dal punto di vista fisico ed emotivo, capiremo come portare tutelando la fisiologia del bebè e studieremo le varie tipologie di portabebè, considerando vantaggi e svantaggi, costi);

   - il secondo incontro, a distanza di una settimana dal primo, sarà squisitamente tecnico-pratico: impareremo una tecnica di utilizzo per un supporto a scelta tra fascia in maglia ("elastica") o tessuta ("rigida").

 


 

Il percorso è indicato per chi si avvicina al babywearing partendo da zero, in particolar modo si rivolge a genitori in attesa o con bambini piccolini, neonati. I due incontri saranno entrambi registrati e sempre disponibili per i genitori che si iscrivono, e sarà possibile essere supportati in un gruppo Whatsapp con me ed Alice, per ogni dubbio presente e futuro su tecniche, posizionamenti, acquisti...

L'ultima informazione: il prezzo! Un costo veramente vantaggioso, 34,90 euro! Può essere anche un'ottima idea regalo per una mamma che ha appena partorito, per tuo cugino che è appena diventato papà ma non vuole saperne del passeggino!


 Non resta che prenotare il tuo posto o il tuo voucher regalo... Contatta Alice al numero 3929970229! E come sempre... Buon portare!

 


 

mercoledì 6 aprile 2022

Portare fronte mondo si/no: parliamone!

Fin da quando ho mosso i primi passi nel mondo del babywearing ci sono state delle costanti, degli argomenti che sono rimasti pressochè invariati col passare degli anni, uno di questi è sicuramente l'atteggiamento negativo verso la posizione "fronte mondo", o "fronte strada" che dir si voglia.

La comunità di mamme e consulenti babywearing, che man mano aumentavano sempre più di numero, era unanime: questa posizione, che vede il bambino messo in fascia/marsupio con il viso rivolto verso l'esterno, e non verso il genitore ("cuore a cuore" o pancia a pancia), non è ottimale per lo sviluppo del bebè, oltre ad essere poco salutare per la schiena di chi porta.
Preferibile senz'altro scegliere altre posizioni, magari sul fianco o sulla schiena laddove il pancia a pancia non era/non era più un'opzione valutabile.
 
 
Antonella, collega consulente e amica, con la piccola Carla fronte mondo!

 
Ma perchè? 
 
Il "divieto" era di fatto accompagnato da una serie di infografiche di come questa posizione non rispettasse la fisiologia del bebè: si trattava di immagini che rappresentavano bambini portati si fronte strada, ma per lo più in marsupi non proprio ergonomici, caratterizzati da sedute molto strette, con pannelli rigidini. In queste immagini di solito il bebè era messo anche molto basso sul corpo del portatore, spesso con il busto non supportato (magari i bambini nelle foto/disegni erano anche abbastanza grandi, non più neonati). Ho selezionato quache foto, ma basta fare un giro veloce su Google per rendersene conto da soli.
 

 
 
 
 
 

Guardando semplicemente le foto, anche senza essere troppo "addetti ai lavori", l'impressione è che questi bambini non siano ben sostenuti: di fatto non sono supportati da ginocchio a ginocchio e il bacino non è ruotato, non garantendo così un accovacciamento profondo (guarda qui i check da fare sulla sicurezza quando portiamo).
 
In queste situazioni, portando così, va da sè che il fronte mondo non è una opzione consigliabile:  non viene rispettata la fisiologia del bambino, e anche per il genitore il carico sembra mal distribuito (soprattutto a causa delle sollecitazioni in avanti provocate dai movimenti de bambino).

Ma portare fronte mondo magari con supporti diversi, e comunque rispettando la fisiologia del bambino, è possibile? Forse questa domanda non è stata mai formulata in questo modo, questa almeno la mia esperienza sui forum/social: la domanda si limitava a: si può fare/ non si può fare? Insomma a domanda secca seguiva risposta secca.

Ci sono voluti anni e sopratutto la formazione con Slingababy, grazie in particolare  alle domande che Lorette ci invitava a porci, per arrivare a una riconsiderazione dell'esecrabile fronte mondo!

Diciamolo: il fronte mondo si può valutare. Se ce n'è bisogno, ovviamente (bisogni di vario tipo)
 
Attenzione però, voglio subito fare delle precisazioni: 

1) non è una posizione che vada bene sempre e comunque, nè che vada bene per tutti 
2) anche questa posizione, come tutte le altre, deve passare il controllo dei safety check! (guarda qui)
3) è bene non utilizzarla troppo, in maniera prolungata (sopratutto se il genitore ha problemi alla schiena/posturali)
4) non utilizzarla se il bambino si addormenta (cambiare posizione), nè se il bambino non ha un buon controllo della testa: in entrambi i casi la testolina non è supportata e non riusciamo a monitorare le vie aeree; per questo motivo si consiglia di non portare neonati in questa modalità. La testolina è sempre ben al di fuori del pannello, non è mai coperta dal tessuto del portabebè
5) considerazioni squisitamente personali: 
-meglio non utilizzarla in contesti troppo stimolanti per il bambino (es: centro commerciale, attività particolari del genitore), per non sovraccaricarlo di input;
-preferibilmente non adoperarla con bambini molto pesanti/lunghi/che si muovano molto, per non compromettere l'equilibrio del genitore

Come vedi la situazione si fa più complessa, e siamo già usciti dall'ambito della dicotomia rigida, della contrapposizione manichea tra fronte mondo bruttoecattivo e cuore a cuore solecuoreamore.

Spesso, in particolare sui social, quando si parla di argomenti complessi si corre il rischio di estremizzare e banalizzare, riducendo appunto la varietà di situazioni e posizioni a schieramenti rigidi. Qui stiamo parlando di bambini e di famiglie, popolazioni caratterizzate da un'ampia variabilità e ricchezza! 

E attenzione: dire che il fronte mondo è possibile non vuol dire che sia "per tutti": ci sono persone che possono soffrire con la schiena, così come ci sono bambini che non gradiscono affatto essere rivolti tout court verso la strada. Dire che una soluzione è fattibile non vuol dire sia buona sempre, e per chiunque (l'ho ripetuto, mi scuso, ma a volte sento la necessità di rimarcare per non innescare fraintendimenti)

Fronte mondo si può portare: in questo breve video mostro a cosa prestare attenzione quando teniamo così in braccio il nostro bambino.
 
supporto da ginocchio a ginocchio, supporto della colonna

 

rotazione del bacino, testolina supportata

 
E quando portiamo con un supporto? Ovviamente cambia qualcosina, ma tendenzialmente dovremmo "ricreare" il sostegno e il contenimento delle nostre braccia, del nostro corpo. Vediamo cosa accade con una fascia elastica

in fascia elastica, fronte mondo

in fascia elastica fronte mondo

E' possibile portare in questo modo anche con gli altri supporti: mei tai, fascia ad anelli, fascia tessuta. Si avrà sempre l'accortenza di supportare il bimbo da ginocchio a ginocchio, consentendogli di ruotare il bacino. La colonna è supportata così come la testolina, per quanto possibile ovviamente dato che per gravità sarà sempre portata ad andare in avanti. E' ovviamente possibile anche portare "male" con lo stesso supporto, ecco altre foto dove si vede come la bambola non è supportata:



Cosa salta all'occhio? Testolina penzolante, tessuto che non arriva agli incavi delle gambe, bacino non ruotato: il bimbo appare come all'impiedi...

Esistono anche soluzioni apposite per portare fronte mondo, dove in particolare la rotazione del bacino è consentita da una particolare sagomatura del pannello, e da appositi sistemi di riduzione/estensione. La scorsa estate ne provai uno, il Tula Explorer, dalla mia cara amica Le meraviglie di Alice che ne è rivenditrice insieme a tanti altri tipi di marsupi e fasce, of course!

Tula Explorer

Insomma, spero di aver portato il mio contributo nel dare una visuale più ampia sulla questione: come hai visto, non si può rispondere semplicemente si o no alla domanda "E' consigliabile il fronte mondo?", perchè intervengono tante variabili e tante cose da valutare, da tenere in considerazione .

Ma "si-può-fare!" (cit.), e per alcune famiglie magari può fare la differenza sapere che possono praticare questa modalità di babywearing senza sensi di colpa, prestando attenzione ai check che possono fare in autonomia e buonsenso.

Se questo articolo ti ha interessato, se lo hai reputato utile, condividilo pure! 
A presto, e buon portare!

lunedì 9 agosto 2021

Riprendo a cucire! Mei tai si, ma... Come hobby

Se mi segui su Instagram o Facebook già lo saprai, da un po' di tempo a questa parte ho ripreso a cucire qualche mei tai... Certo, e come vedi l'ho scritto pure nel titolo a scanso di equivoci, si tratta per ora di un passatempo, un'attività a cui ho ripreso a dedicarmi con piacere, ma solo nei ritagli di tempo. Riesco a cucire in maniera occasionale, e va bene così... Mi rilassa e mi aiuta nei momenti di incertezza o di sclero! Sai, ho sempre avuto un debole per i lavoretti manuali, anche da ragazza mi dedicavo molto ad hobby creativi...

 

la mia piccola coccinella!
 

Eppure, avevo giurato a me stessa qualche anno fa che non avrei più ripreso in mano filo e macchina da cucire (probabilmente ne parlavo qui, in un post di addio al cucito e alla produzione dei nostri amati portabebè), e mentre lo pensavo e lo scrivevo non dicevo tanto per dire... 

Ma sai, in quest'ultimo anno sono successe così tante cose... A dire il vero, da fine 2019 ad oggi!, e la pandemia è stata una componente importante, ma purtroppo non la sola. Ho affrontato con la mia famiglia un periodo abbastanza difficile, purtroppo ci sono state malattie, interventi chirurgici e terapie impegnative, ma fortunatamente al momento stiamo tutti bene. Tra un'operazione e l'altra è scoppiata la pandemia, ed io come tante persone mi sono ritrovata improvvisamente con tanto tempo davanti per pensare, studiare, fare. Tra una pausa e l'altra mi sono detta: riprendiamo il discorso da dove l'avevamo lasciato!

 

Avvolgente comodità!
 

Avevo chiuso la produzione di portabebè con una decisione abbastanza sofferta, ma sentita, con cuore e testa; in cantiere all'epoca c'erano diversi prototipi di mei tai, erano gli anni dei primi mei tai regolabili, coulisse, cordini, velcro... I mei tai stavano cambiando velocemente aspetto, ed io non volevo restare "indietro". Ho apportato decine di modifiche ai pannelli, ho ancora conservate diverse sagome e cartamodelli, a testimonianza di quel periodo. Ma sai, in realtà io non ero per niente convinta di tutte quelle modifiche. Per me, il mei tai andava bene così com'era, complessivamente. Forse perchè quei mei tai li avevo usati tal quali con i miei figli, e mi ci ero trovata benissimo, così come decine e decine di famiglie! 

 

Nuovo mei tai per il mio nipotino!
 
 
 

Durante e dopo il corso con Slingababy (febbraio 2020, pochissimo prima del primo lockdown) mi sono ritrovata a ri-considerare il supporto mei tai nella sua versione primigenia: un pannello e delle fasce attaccate ad esso. Niente regolazioni, niente cordini etc... Mei tai come li realizzavo io insomma. Con Lorette abbiamo visto che le regolazioni possono essere utili, ma non indispensabili: si può ugualmente adattare il pannello del mei tai anche senza di esse (qui trovi un piccolo compendio sul mei tai, dove spiego abbondantemente come fare). Una bella rivoluzione per me! Mi ero quasi convinta che i mei tai "classici" non potessero essere adattati ai neonati, e invece...

 

La mia amica Salvina testa il mei tai col piccolo Giuseppe
 

Quindi ho ripreso, qualche mese fa, da dove avevo interrotto: cucire mei tai "classici", senza regolazioni; pannello delle solite dimensioni, 45 cm x 60 cm circa, decisamente molto più grande dei mei tai in commercio (da mamma ricordo benissimo che avrei voluto "sfruttare" a lungo il mei tai... D'altra parte all'epoca tutti i mei tai artigianali avevano più o meno queste dimensioni). Ho tolto anche il reggitesta, un optional che col tempo ho trovato poco utile. In compenso ho allargato tanto le fasce superiori, in modo da poterle flippare agevolmete ed avvolgere bene la spalla... Il comfort si sente tutto! Per i tessuti: le fasce sono ricavate da fasce portabebè per lo più usate (pre-loved, dicono Oltremanica), mentre i dorsi o da cotone semplice, oppure da fasce portabebè... Dipende!

 

Col mio primo "nuovo" mei tai!

Non appena mi sarà possibile realizzerò un tutorial ben fatto per mostrare nel dettaglio come regolare il pannello sul corpo di un neonato... Ho già postato qualcosa sul mio canale Youtube, ma dal punto di vista tecnico i video sono poco chiari... E sopratutto molto sfocati, ehm ehm!

Intanto, ti lascio una sequenza fotografica postata sui miei social qualche settimana fa, spero ti sia utile:

 











 Alla prossima!


venerdì 18 giugno 2021

Babywearing in estate: una risorsa!


Ogni anno è tradizione, come diciamo dalle mie parti: arriva il caldo e con esso i post e i video consigli sul portare i bambini! Il babywearing estivo è possibile? Farà male ai piccoli? Corro dei rischi? Come posso fare per non sudare, marsupio o fascia che sia? Qual'è il supporto migliore per affrontare la calura?

Gli interrogativi sono tanti, ed ogni bella stagione che arriva per me è fonte di confronto e, in fin dei conti, di crescita per la professione che svolgo. Quest'anno, insieme alla mia cara amica e collega Alice, vulcanica titolare del negozio Le meraviglie di Alice, ho deciso di raccogliere un po' di domande sparse dei genitori, e di provare a rispondere attraverso una diretta su Instagram andata in onda ieri sul profilo di Alice (puoi guardare qui il video integrale).

Trend topic!

Innanzitutto, è possibile davvero praticare il babywearing quando la colonnina di mercurio si innalza? Portare in estate può essere addirittura dannoso per i piccoli? Non mancano infatti avvertimenti più o meno accorati, specialmente da parte delle nonne (eh eh), sul famigerato "pericolo sudate"... Figuriamoci mettere uno o più figli nel marsupio o in fascia! Rischiamo di far evaporare le nostre creature, nella migliore delle ipotesi!

Ebbene rispondo subito: si, si può portare... Non fa assolutamente male al bebè, se però abbiamo l'accortezza di praticarlo in maniera sicura (ci arriviamo man mano).

Portare in spiaggia!

 

Partiamo però dall'affrontare il "pericolo sudate"... Cerchiamo di capire perchè sudiamo, a cosa serve sudare, e perchè non dovremmo preoccuparci delle goccioline sulla pelle. Sudare è una reazione naturale per il nostro corpo di mammiferi, quando assieme alla temperatura esterna si alza anche la nostra temperatura corporea; attraverso il sudore il nostro corpo mette in atto un fantastico meccanismo di adattamento alle condizioni di calura dell'ambiente (termodispersione), mediante il quale abbassiamo il nostro "termostato" interno. Avete presente quando ci becchiamo una febbre e prendiamo un antipiretico? Il nostro corpo suda e ben presto inizia ad abbassarsi di qualche grado la temperatura. Benedetto sia il sudore, quindi (sopratutto se ottenuto in maniera naturale!)!

In nostri piccolini però non sono ancora in grado di termoregolarsi in maniera autonoma nei primi tempi (sia in risposta al caldo che in risposta al freddo), non hanno infatti ancora la capacità di utilizzare al meglio i meccanismi dei centri della termoregolazione presenti nel nostro sistema nervoso centrale, quelli che ci consentono di mantenere una temperatura corporea costante. In parole semplici, non sono ancora capaci di sudare quando fa caldo (o di accapponare la pelle, o rabbrividire, quando fa freddo)... E quindi, come fanno ad abbassare la propria temperatura? Considerando poi che in condizioni di calore, data le loro dimensioni, tendono a surriscaldarsi in generale di più e più in fretta rispetto a noi adulti? 

Semplice: chiedendo di venire in braccio! In estate, che siano 30 o 40 gradi, i nostri piccoli gradiscono molto "spalmarsi" su di noi, incollandosi sulla nostra pelle sudata! "Ma come, sono 30° e anzichè starmi lontano per godere di maggior fresco, mi si vuole appiccicare addosso?", vi sarete sicuramente chiesti! Ebbene i nostri piccoli obbediscono semplicemente alle leggi della fisica, anzi della termodinamica! Infatti due corpi con temperatura diversa tra loro, se posti a contatto, dopo un certo tempo raggiungono l'equilibrio termico, raggiungono cioè la stessa temperatura: questo accade perchè il corpo più caldo tende a disperdere il proprio calore cedendolo a quello con temperatura inferiore. Avete presente quando in inverno sotto le coperte ci facciamo riscaldare i piedi dal partner? Ecco, il meccanismo è quello.

Venendo in braccio a noi, i nostri bebè dissipano il proprio calore "trasferendolo" a noi (e infatti, sudiamo!): non meravigliamoci quindi se col caldo chiedono più coccole...

Coccole pelle a pelle


Quindi portare col caldo si può... E anzi può essere una risorsa per affrontare giornate pesanti. Si può, ma non è naturalmente obbligatorio! Ognuno di noi reagisce al caldo in maniera molto personale, e per alcune persone può essere davvero molto provante la stagione estiva, tra spossatezza e sudate che possono causare disagio. Se non ve la sentite, quindi, non fatelo... Portate semplicemente in braccio, o chiedete al partner o ad altri caregiver di farlo per voi, se possibile chiedete rinforzi insomma!

Nella nostra diretta su Instagram ci siamo dette tante cose (aprite il link per ascoltarla nella versione integrale), proverò a sintetizzarle di seguito... Mi premeva spendere due parole su sudore e termoregolazione, spero di esserci riuscita in maniera chiara e semplice.

Babywearing in estate si può, ma con TANTO BUONSENSO! Innanzitutto:

- Ricordate di idratare frequentemente il bebè (che sia alla tetta o al biberon), e idratatevi anche voi;

- Il bebè dovrà avere un abbigliamento adeguato, ovvero sarà vestito il meno possibile! Anche solo il body, o anche solo il pannolino (oppure no, se farte EC). Anche voi avrete un abbigliamento adeguato, se la vostra temperatura si alza rischiate di riscaldare ulteriormente il bebè.

- Avrete cura di uscire nelle ore non eccessivamente calde; occhio agli sbalzi di temperatura nei passaggi da un ambiente all'altro, specialmente se c'è l'aria condizionata per lo mezzo! Tenere nella borsa un telo, un drappo o altro per coprire il bebè in caso di passaggi in ambienti raffreddati (automobile, supermercato...) può essere utile.

Portare "a braccia", in tandem!

E per quanto riguarda i supporti? Qual'è il portabebè più fresco e leggero? Se guardi il  video lo scoprirai! 

In generale, meno tessuto c'è, più leggero sarà il portabebè: fasce ad anelli e pouch slings sono la soluzione ideale per la stagione calda, poca stoffa e copertura al minimo! Anche con la fascia tessuta si può fare, purchè con tecniche a un solo strato di copertura del bebè, e magari in taglia più corta... Pure i mei tai sono molto quotati in estate, avendo anche fasce più strette e quindi meno tessuto rispetto alla fascia lunga. Onbuhimo molto amato, sopratutto perchè rispetto al marsupio non ha il fascione ventrale, quindi risulterebbe meno caldo. A proposito di marsupio, c'è chi lo ama e chi lo odia in estate: chi lo ama per la minore copertura di stoffa sul corpo, e chi lo odia per via delle imbottiture... Dipende! Fascia elastica: dipende anche qui! Se in blend amichevole (misto bamboo, o jersey di cotone, no elastan o spandex) si può usare, ma c'è chi non la tollera... E' veramente tutto molto soggettivo, si può portare con tutto, e il consiglio è: provate! Constatate di persona, sperimentate... Ogni corpo percepisce diversamente! 

 

In fascia lunga, fwcc


Posizioni: la più calda è sicuramente la pancia a pancia... Il fianco la più utilizzata col caldo, anche la schiena piace!

Per il resto mi sento di ricordarvi: restate sempre in ascolto del vostro corpo e del vostro bebè, riposate, fermatevi se vi sentite a disagio... Per il resto, godetevi anche queste giornate azzeccose e appiccicaticcie,volano via in fretta!

Buone coccole, e buona estate!

giovedì 18 marzo 2021

Tutto quel che c'è da sapere sui mei tai e non hai mai osato chiedere!

Il mio amore per il mei tai (meh-dai, bei-dai sarebbe più corretto usare la denominazione originale) non è storia nuova (leggi ad esempio qui o qui ), l'ho amato da sempre questo portabebè per la sua praticità, comodità ed avvolgenza, utilizzandolo fin da subito, o quasi, fino a circa due anni di vita di entrambi i miei bambini.

Ti avverto, questo post sarà molto lungo e dettagliato, la mia intenzione è creare una sorta di compendio di tutto quel che so su questo supporto, che possa servire a me e ai genitori che seguo nelle consulenze e nei corsi... E a chiunque abbia bisogno ovviamente!

Partiamo dal mostrarlo, nalle sua semplicità ed essenzialità: prendo una foto dalla mia amica artigiana Tiz My Mei Tai, che fino a poco tempo fa realizzava questi piccoli capolavori, eleganti e puliti nella loro funzionalità


Come puoi vedere si tratta di un oggetto molto semplice nella sua struttura: un pannello centrale in tessuto (che può essere o meno dotato di una leggera imbottitura) che accoglie il corpo del bimbo, due fasce superiori/spallacci cucite sulla parte alta del pannello e due fasce ventrali/cintura, cucite alla base del pannello, e da legare in vita. Le fasce possono essere o meno imbottite, in uno o più punti, ed in particolare le fasce superiori possono anche essere plissettate, ripiegate su se stesse o tal quali, inserite nella parte alta del pannello, con cuciture di vario tipo. 

Di base, le fasce superiori fanno un giro, incrociandosi o meno, sul busto del portatore (schiena, spalle o petto) e poi si incrociano dietro/sotto al bambino, e solitamente compiono un altro giro, per chiudersi nella parte opposta a dove si trova il bambino (se portato davanti, o dietro, o sul fianco), assicurando maggiore stabilità e comfort, ma se le fasce sono corte, o se si vuole, si può anche fare il doppio nodo (sempre doppio nodo, mi raccomando) sotto il sederino del bimbo (come si fa per le fasce di tessuto in taglia corta). Molti mei tai in commercio sono anche muniti di cappucci reggitesta di varia foggia, servono per proteggere dal vento o dal freddo, e per sostenere la testolina del bimbo in caso ne abbia bisogno, in particolare se si addormenta sulla schiena.

 

Primo esperimento di reggitesta su un mio mei tai (2010)

 

Il mei tai ci consente di portare un bambino davanti, sulla schiena e sul fianco, con diverse varianti possibili in termini di finish (di chiusura), di flip (risvolti), di incroci di fasce dietro il corpo del bimbo o su quello del portatore. Sebbene sia un supporto semi strutturato, e quindi ci dia ovviamente meno versatilità in termini di utilizzo rispetto alla fascia lunga, in realtà ci regala comunque la possibilità di sperimentare diversi assetti e configurazioni! 

 

L'invito che quindi mi sento subito di farti è: prova! Gioca! Sperimenta! Rispettando sempre però le norme di sicurezza, e in particolare:

 

1) Assicurati che l'altezza del pannello (altezza VERA, cioè la linea che congiunge tra di loro le fasce superiori all'attaccatura del mei tai, e non l'altezza della sagoma del pannello (stondatura, colletto etc) arrivi ad una copertura appropriata per l'età del bimbo (dietro la nuca per i piccoli che non hanno ancora un buon controllo del tronco, sotto le ascelle per bimbi più grandi). Per rendere più chiaro questo concetto ho utilizzato nuovamente la foto di Tiz, indicando con il tratteggio bianco l'altezza vera del pannello:



2) Altra regola di sicurezza molto importante, che forse per qualcuno potrà apparire ovvia: utilizza sempre il doppio nodo, sia per le fasce ventrali che per chiudere quelle superiori

3) La seduta del mei tai deve sempre rispettare la fisiologia del bimbo, in particolare nel neonato/bimbo piccolo bisogna prestarvi attenzione, e va da ginocchio a ginocchio, garantendo un accovacciamento profondo (posizione "a ranocchietta" delle gambe, che possiamo già osservare semplicemente tenendo il bambino in braccio, ma anche mettendolo supino: il sederino è sempre più in basso rispetto alle ginocchia e la flessione delle gambe è molto accentuata, come si può vedere in questa utile immagine)



4) Le fasce che passano dietro gli incavi delle ginocchia del bimbo (qualora vi passino, in quanto possono anche incrociarsi al di sotto delle gambine) non devono mai essere troppo strette: un controllo semplice semplice che puoi fare da te è verificare che un tuo dito passi senza trovare intoppi dietro l'incavo della gambetta... Insomma non deve incastrarsi, il tessuto aderisce ma senza creare segni profondi sulla pelle del bimbo. Lo vedi alla fine di questo video, nei controlli "safety check"! (se stai navigando da smartphone ecco il link da aprire: qui )



Ora che abbiamo verificato che la sicurezza sia a posto, possiamo sperimentare lasciandoci magari ispirare da consulenti o anche da mamme che postano in giro per il web tante varianti possibili, magari utilizzando anche gli anelli nell'effettuare incroci e chiusure (non sono amante degli anelli personalmente, li trovo poco intuitivi e immediati da usare, ma sono davvero belli ed eleganti nel risultato finale)


Ma torniamo ad approfondire il nostro amato mei tai: abbiamo parlato di pannello all'inizio, ebbene questo può essere sostanzialmente di due tipi, cioè fisso e regolabile. Il pannello del mei tai nasce fisso, nel senso che originariamente era solo di questo tipo, con delle dimensioni precise (scelte da chi lo realizza) che non possono essere modificate mediante appositi sistemi di regolazione integrati al corpo del mei tai (bottoncini, coulisse, velcro etc che consentono di allargare/restringere base ed altezza del pannello). Il mei tai della mia amica Tiz, che ti ho mostrato finora, è di tipo fisso. Qui è messo a confronto con un mei tai a pannello regolabile, realizzato da Dolce Contatto:

 


Il mercato negli ultimi anni ha visto il boom della seconda tipologia di mei tai, più accattivante per l'acquirente: può infatti seguire meglio la crescita del bambino, adattandosi alle varie tappe intermedie da neonato a... Dipende! Ci sono infatti mei tai regolabili taglia unica, come questo in foto Dolce Contatto, che si allargano tantissimo, e regolabili invece in base alla taglia (newborn, baby size, toddler size), cioè si allargano e si restringono in base ad appositi accessori posti sul pannello stesso, ma restando però nei range di una determinata taglia di riferimento. Pur essendo meno seducenti agli occhi di chi acquista, consentono una vestibilità più precisa, ovviamente, per la taglia cui si riferiscono. Stesso discorso sulle taglie e le regolazioni viene fatto per i marsupi.

Mei tai regolabile, baby size (Fidella)

 

Potendosi restringere ad hoc viene comunemente accettato che i mei tai regolabili, detti altrimenti evolutivi, siano gli unici valutabili con neonati/bambini molto piccoli... Piccola parentesi sul tema "neonati-ed-altro-tipo-di-supporto-che-non-sia-la-fascia-elastica-o-tessuta", tema che in Italia come diversi altri argomenti accende discussioni anche piuttosto animate: per utilizzare con i neonati portabebè diversi dalle fasce ci sono secondo me diversi fattori da considerare, uno di questi è la manualità/esperienza di chi porta il bambino, la sua motivazione/necessità a farlo con QUEL tipo di supporto, oltre naturalmente alle caratteristiche del bebè (se molto piccino e magari ipotonico diventa molto, molto indicata una consulenza con una educatrice/istruttrice babywearing). Per come la vedo una risposta secca alla questione non si può dare, ma occorre spiegarsi bene su quei "dipende da...".

Stando dunque questi vari "dipende" devo confidarti una cosa: anche i mei tai a pannello fisso (detti anche "classici") possono restringersi se si vuole! Possiamo intervenire sull'altezza, arrotolando o ripiegando il pannello su se stesso in vita, indossandolo in modalità "apron" (vedremo dopo di che si tratta), restringendo la seduta o tramite un nastrino/cordino messo alla base, o manualmente, semplicemente ripiegando la stoffa in eccesso su se stessa , possiamo intervenire anche sul maggiore contenimento della testolina, o meglio della nuca del bimbo, "flippando" le fasce superiori (vedremo anche questo dopo)... Trovi tutto in questo video:


Se navighi da smartphone ecco il link al  video

 

O, ancora, possiamo stupire tutti indossando il mei tai come se fosse una fascia, con la tecnica FWCC!!! Quando ho saputo di questa possibiltà non potevo credere ai miei occhi!  video


Il risultato è questo che vedi in foto:


 

Ti ho anticipato prima che una possibilità per adattare meglio il pannello del mei tai al corpo del neonato è indossarlo in modalità "apron": ma che vuol dire?


"Apron" in inglese vuol dire "grembiule", e rapportato al mei tai si riferisce alla possibilità di indossarlo con la base appoggiata in vita, e tutto il pannello che ricade verso il basso: la "cintura" non è ripiegata sul nostro corpo ma ricade in avanti.

Non-apron: la cintura è a contatto con il nostro corpo, il pannello non appare "srotolato" verso il basso ma conserva il "garbo" dato dalla base del pannello, con le sue cuciture ed eventuali imbottiture.

Non è facile spiegarlo, spero che le immagini siano più chiare delle parole... Osserva la cintura del mei tai



Apron e non-apron sono due configurazioni diverse, due possibilità diverse di posizionamento iniziale con questo tipo di supporto.

Quando lo indossi in modalità apron, posizionandolo però più alto in vita, riesci ad accorciare la lunghezza del pannello: accorgimento utile con i bimbi più piccoli! Riuscirai ad ottenere anche una seduta più profonda, ideale per tutelare il profondo accovacciamento dei neonati. Ricorda che puoi accorciare il pannello ulteriormente ripiegando o arrotolando la cintura su se stessa (se non hai un mei tai regolabile), il sederino del bimbo non è collocato sul limitare delle fasce ventrali, ma sul pannello, come puoi vedere nel mio video.

Quando lo indossi in modalità non-apron, invece, con le fasce ventrali che passano in vita, stai sfruttando tutta l'altezza del pannello: quindi meglio per bimbi più grandicelli.

Se il tuo mei tai ha fasce ventrali molto imbottite e alte probabilmente non sarà possibile indossarlo in modalità apron... Ad ogni modo, puoi sempre provare. È utile sperimentare su se stessi, nel rispetto della sicurezza ovviamente, come già detto. 

 

Finora quindi abbiamo visto che abbiamo diverse opzioni praticabili per adattare al meglio il nostro mei tai su di noi e sul nostro bimbo, opzioni che, se stiamo in particolare portando un bebè, torna molto utile conoscere... Un'altra possibilità da valutare è l'utilizzo o meno dei flip nelle fasce superiori.

Ma cos'è un flip? Essenzialmente un risvolto che puoi fare col tessuto che hai sulla spalla, può essere di tipo aperto o chiuso. Ecco una foto, con la fascia tessuta:

 


 

In pratica nel flip di tipo chiuso il bordo interno (quello vicino al collo) viene portato verso quello esterno (sulla spalla), passando al di sotto del tessuto disteso sulla spalla; in quello di tipo aperto il bordo interno si sposta verso quello esterno passando al di sopra del tessuto presente sulla spalla. Il movimento è lo stesso, cambia il "passaggio"! Il risultato è molto diverso a seconda dell'opzione praticata: il flip chiuso crea maggior aderenza e contatto tra portatore e bambino, ideale per bimbi piccini che non hanno ancora un buon controllo del capo, e per le nanne, o per le coccole cuore a cuore. Il flip aperto invece crea maggior spazio e possibilità di movimento, cosa buona a sapersi quando il nostro bimbo inizia a guardarsi intorno, curioso del mondo!

La possibilità di flippare anche le fasce del mei tai (non solo quindi la fascia lunga) cambia di molto la vestibilità del pannello sul bambino, e anche su di noi. Come sempre, val la pena di sperimentare, giocare... Ecco un video dove ti mostro come fare



Riguardo sempre alle fasce superiori del mei tai, occorre, credo, anche essere consapevoli che possono essere anche molto, molto diverse tra loro, a seconda della casa produttrice/artigiana che realizza il mei tai. Esistono fasce di diverso tipo infatti, ognuna con caratteristiche e vestibilità diverse... Non ci resta che provare e sperimentare quale tipologia di spallina ci sta più comoda addosso! Ecco qualche modello:


Fascia aperta (gathered) (Neko Slings)

 

Fascia imbottita (Girasol)


Fascia ibrida (per metà imbottita)(Fidella)

 

 

Fasce "a ventaglio" (centerfold)

 (mei tai Le Albicoccole)

 

Nel caso non ti sia possibile provare e sperimentare prima di acquistare, il consiglio che sento di darti è magari di prendere un modello con fasce che si possano flippare completamente (con quelle non imbottite ci si riesce meglio)

 

Siamo quasi arrivati alla fine di questo epico viaggio! Abbiamo esplorato insieme pannelli, fasce superiori, ventrali, posizionamenti diversi... Secondo me val la pena parlare anche di come incrociare le fasce superiori dietro/sotto al bambino. Anche qui esistono diverse possibilità, per semplificare ti parlerò solo delle differenze tra incrociare dietro le gambine del bimbo (passando negli incavi delle ginocchia, o cavi poplitei che fa tanto figo scriverlo!) e sotto le gambine. Puoi scegliere di incrociare le fasce facendole passare dietro le ginocchia se hai bisogno di maggior sostegno e avvolgenza (in particolare, lasciando il tessuto ben aperto e disteso), ma se l'assetto è già stabile, se ti senti già ben sostenuto/a, puoi farle passare anche sotto il bimbo, magari facendo un torciglione, se credi; di solito i genitori che incontro scelgono questa opzione in estate, per evitare segni del tessuto sulle cosciotte dei piccoli.

 

Passaggio sotto le gambine


Passaggio dietro le gambine, fascia aperta


Cosa manca da dire? Probabilmente come chiudere le fasce superiori, ma su questo ti rimando al web e in particolare a Instagram, dove ogni giorno vedo dei finish molto molto carini e fashion eseguiti da mamme (anche papà) e colleghe di tutto il mondo... Ti consiglio di lasciarti ispirare, semplicemente, e di provare sempre (si sarà capito come la vedo, dici?)

Mancherebbe anche un campionario di reggitesta (headrest, hood), ma anche qui ti rimando a curiosare in giro per la rete, esistono soluzioni carinissime, molte personalizzabili. Spero di averti avuto/a con me fino a questo punto, il post era lungo, ma eri stato avvertito/a!

Se pensi che questo post sia utile, condividilo, mi farebbe tanto piacere... Mi riempie di gioia contribuire a supportare la causa!


 


 

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