giovedì 17 maggio 2012

Portare i neonati: il mei tai


Tempo fa, andando per forum, si discuteva con altre mamme sulla possibilità o meno di portare i piccolissimi in supporti che solitamente vengono usati (in alcuni casi anche raccomandati) con bambini più grandi, diciamo dai 5-6 mesi in su. In questa categoria di porta bebè rientrano il mei tai, il podaegi e l'onbuhimo, tutti dispositivi in tessuto, non strutturati (a differenza, per intenderci, di Ergo, Manduca ed altri, che sono SSC, Soft Structured Carriers muniti di cinghie, fibbie ed automatici) e provenienti dalla tradizione asiatica.
Perchè mei tai, pod e onbu (per abbreviare! :) vengono il più delle volte consigliati a partire da una certa età in poi? Può essere poco sicuro portare i nostri bebè in questo tipo di supporti? Perchè di solito viene consigliata la fascia lunga con i neonati?

Prima di affrontare più da vicino questi interrogativi, forse può essere utile
mostrare come sono fatti podaegi e onbuhimo (il mei tai è sicuramente più conosciuto, almeno da un po' di tempo a questa parte), e come possono essere impiegati, anche con i neonati! Girando qua e là su internet, ho trovato questo schemino molto intuitivo che illustra le principali differenze tra questi ABC (Asian Baby Carriers, Porta Bebè di derivazione asiatica):


Il primo supporto, in alto, è un podaegi, il secondo un mei tai e l'ultimo un onbuhimo. il podaegi è sostanzialmente un pannello di tessuto dotato di due fasce belle lunghe, che vengono incrociate sotto il sederino del bimbo, proprio come si fa con il mei tai, bloccando prima però un bel po' di stoffa dello "schienale" sotto il culetto del piccolo, per tenerlo in sicurezza: a quel punto poi le fasce possono essere legate in vita, con un nodo (potete vedere come indossare il pod anche in questo utile post scritto da Phoebe, autrice del blog Il contatto naturale). L'ultimo "nuovo" supporto, l'onbuhimo, anch'esso sprovvisto di cintura, ha due anelli fissati alla base del pannello, nei lati, attraverso i quali far passare le fasce, che vanno ad incrociarsi sotto il sederino del bimbo per poi chiudersi sul petto, "alla tibetana", analogamente a quanto può essere fatto con un mei tai che abbia bretelle adeguatamente lunghe.

Di seguito, due video che mostrano come usare entrambi i porta bebè, anche con bambini molto piccoli e neonati:






Ed ecco anche come usare il mei tai, il porta bebè che tra i tre abbiamo avuto modo di conoscere direttamente, sperimentandolo e collaudandolo giorno dopo giorno sia con Alessandra che con Lorenzo... Nel nostro video tutorial più recente, io e il piccolino di casa (qui aveva appena quindici giorni di vita!) vi mostriamo come indossarlo con i neonati!



Per portare un neonato in mei tai bisogna innnzitutto ricordarsi un paio di cose:

- accorciare preventivamente lo schienale del mei tai, prima di legarlo in vita (vi basterà ripiegare la cintura su se stessa): questa operazione è necessaria affinchè il piccolo non si insacchi troppo all'interno del pannello, che di norma è alto una sessantina di cm (per poter adattarsi anche a bambini più grandi); se possedete un mei tai "mini", cioè apposito per neonati, non sarà invece necessario ridurre l'altezza dello schienale.

- incrociare le fasce del mei tai dietro la schiena del piccolino, anzichè sotto il sederino, come si fa per i bimbi più cresciutelli: questo darà maggior sostegno alla spina dorsale, e contribuirà ad aumentare la sensazione di "avvolgenza" e di contenimento del cucciolo; un'ulteriore accortenza: non fare il nodo proprio in corrispondenza della schiena del bambino, cercate di spostarvi lateralmente, in direzione del vostro fianco, in modo da non dargli fastidio!

-posizionare, almeno per i primi tempi, le gambine del piccolo all'interno del pannello del mei tai, a "ranocchietto" (come spiega molto chiaramente Serena-Mamma Canguro in questo utile post), ovvero rannicchiate e con le ginocchia quanto più è possibile posizionate più alte rispetto al sederino); passate almeno le prime settimane  sarà possibile mettere il bimbo anche con le gambette al di fuori dello schienale, avendo l'accortenza di ripiegare il tessuto in eccesso della seduta (che è più larga per adattarsi anche a bambini più grandi, o "toddlers") sotto il sederino, nei lati, oppure si può fare come mostra Mamma Canguro in questa foto, cioè si usa un elastico o un nastrino alla base del pannello, formando una "strozzatura" del tessuto che ne riduce la larghezza proprio in corrispondenza della seduta). Quando sarà possibile poi passare con le gambette fuori dal pannello del mei tai? In realtà, come per altre "tappe" legate al portare, non esiste una scadenza definita e standard che ci ricorda quando sia arrivato il momento giusto per cambiare posizione... Di solito si aspettano almeno due mesi di vita del bimbo, ma se questi da dei chiari segnali che la "ranocchietto" gli va stretta (es. punta i piedini come per venir fuori dallo schienale, si lamenta etc.), allora si può provare la nuova posizione delle gambette!

-più che mai nei neonati valgono alcune delle regole più importanti del portare: tenere il bambino ben alto sul corpo di chi lo porta, con la testolina "a portata di bacio" (dobbiamo essere in grado di poter sfiorare la sua fronte con le labbra, senza chinarci troppo), e fare in modo che il suo corpicino sia ben aderente al nostro, senza vuoti: la stoffa del pannello del mei tai deve risultare ben tesa, avvolgente.

Portare in mei tai da piccolissimi, quindi, è possibile! Noi l'abbiamo fatto con Lorenzo da subito, complice il calore del solleone (è nato il 31 luglio scorso, un'afa tremenda!) che rendeva l'utilizzo della fascia lunga (parlo di quella elastica, in maglina di cotone) impossibile! Il mei tai d'estate, poi, si è rivelato più fresco, anche se la soluzione che preferisco per la stagione calda è la fascia ad anelli, sopratutto se in cotone leggero!

Il mei tai si può usare con i neonati ma... Ma devo ammettere che mi son trovata meglio con la fascia lunga (usata tantissimo con Alessandra appena nata), e anche con quella ad anelli (ottima per allattare!)! Perchè? Perchè innanzitutto, secondo me, il mei tai è meno intuitivo da usare con i piccolissimi, forse occorre un po' più di dimestichezza nel posizionare correttamente il bambino all'interno del pannello, e si è meno "guidati" dal tessuto del porta bebè (a differenza della fascia lunga e di quella ad anelli, dove si forma già una specie di "sacca" all'interno del quale è più immediato sistemare il cucciolo). Non si sa precisamente quanto tirare le bretelle e a che altezza posizionare le gambine, e il mei tai complessivamente è meno "avvolgente" rispetto ad una fascia lunga o ad una sling... Ma, tutto sommato, per noi è stato comunque un buon alleato nel portare Lorenzo, nato in piena estate! 

E poi... E poi c'è una domanda che mi frulla per la testa, alla quale mi piacerebbe trovare risposta: ma il mei tai, come il podaegi o l'onbuhimo, porta bebè della tradizione asiatica, verranno usati in Cina, piuttosto che in Corea o Giappone da secoli e forse più, anche per portare dalla nascita?  Perchè quindi, dalle nostre parti spesso vengono sconsigliati per portare i neonati, rimandando l'utilizzo successivamente, di solito verso i cinque mesi, o comunque quando il bambino inizia ad avere maggior controllo della muscolatura del collo, quando riesce a mantenere la testa ben dritta? Voi che ne pensate? Quali sono le vostre esperienze a riguardo? Attendo i vostri commenti, i vostri racconti! 

A presto, e buon portare! :)

5 commenti:

  1. Ciao cara, innanzitutto grazie per la citazione, anche se ammetto che quel post non mostra benissimo COME portare con il pod. Ne ho in programma uno apposta per raccontarvi che mi sto trovando bene (anche se non lo usiamo molto) con qualche foto un po' migliore (al tempo la mia macchina mi stava lasciando, mentre ora ne ho una nuova! =) ).
    Okay, ora la mia esperienza. Quando ero in gravidanza mi ero preparata due fasce, una pouch sling e un mei tai, ma la pouch mi sembrava troppo stretta e non sono riuscita ad usarla col piccolo appena nato. Abbiamo quindi usato sempre e solo il mei tai nei primi tempi e con tranquilla comodità.
    Io credo che venga sconsigliato perché si teme che non si abbia la praticità necessaria a capire come portare... ma io credo che sia solo una questione di sensibilità e di piccoli accorgimenti. La sensibilità è una questione soggettiva, per questo forse suppongono che non tutti l'abbiano... mah! I piccoli accorgimenti invece grazie a persone speciali come te, mammacanguro e altre si possono trovare abbastanza facilmente. E' una questione di informazione.
    Bene, scusa per il commento molto lungo.
    Ti stavo pensando e ho trovato questo post. Sarà una coincidenza?

    ciao ciao
    Phoebe

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    Risposte
    1. Ciao Phoebe! Grazie per il commento e per aver raccontato la tua esperienza... Grazie anche per condividere i tuoi esperimenti di cucito e le tante idee interessanti che hai! ^^ Allora aspettiamo il post sul podaegi ok? ;) A presto!

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  2. Ciao a tutti,
    voglio comunicarvi che ho pubblicato il mio post sul podaegi, lo trovate qui:
    http://ilcontattonaturale.blogspot.it/2012/06/la-fascia-podaegi-e-comoda.html
    Aspetto i vostri commenti!
    ciao

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  3. Grazie x questo post, mi ha davvero chiarito le idee
    Baci
    Alice

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  4. Bellissimo e completo questo post mi ha davvero aiutata! Mi sono costruita un nei tai in gravidanza e l'ho usato praticamente da subito, Thais aveva 15 giorni quando l'ho messa dentro la prima volta nella posizione a ranocchia. Però da alcuni giorni lei sembra non ci voglia più stare, spinge con i piedini e si lamenta, ora so perché! Proverò a tirarle fuori le bambine, anche se credevo che fosse un po presto (ha solo un mese e mezzo) ma da quello che ho letto è questo che vuole! Grazie davvero per i consigli!

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