mercoledì 23 settembre 2020

Il tempo lento dei neonati

Era da parecchio che volevo scrivere questo post, perché credo sia importante e giusto, nell'ottica di un approccio rispettoso dei bisogni del bambino, parlare del tema "tempo lento del neonato". 
In questi anni ho potuto osservare che da parte dei neogenitori è sempre grande la curiosità e l'interesse verso tutto ciò che riguarda la loro creaturina appena arrivata! Alcuni chiedono in maniera esplicita informazioni e notizie sul bambino, altri sono più timidi in un certo senso : tutti però sono decisamente affascinati e incuriositi da una serie di argomenti di cui, talvolta, non hanno mai sentito parlare prima, nonostante spesso abbiano seguito un percorso di accompagnamento alla nascita.

Il senso del tempo del neonato è proprio uno di questi. Ci sono mamme e papà che in effetti restano quasi meravigliati dallo scoprire che il loro bambino percepisce il fluire del tempo in maniera completamente diversa da loro! Noi adulti, così abituati ormai a correre, svolgere le nostre faccende, i nostri compiti... Senza perdere tempo! Quante volte da bambini ci hanno detto di sbrigarci, di far presto...? Ve lo ricordate?

Quando noi adulti eseguiamo un compito, quando più in generale facciamo qualcosa, siamo solitamente concentrati sul risultato che ci aspettiamo di raggiungere, parliamo, ci muoviamo e così via pensando a dove vogliamo/dobbiamo arrivare. Nel fare ciò, cerchiamo di percorrere strade comode e veloci, perché prima arriviamo al risultato, meglio sarà per noi e per gli altri: è l'apoteosi della performance performante!

La velocità, le scorciatoie, le strategie di efficienza non appartengono ancora alla mente (e al cuore... ) del neonato. Egli è appena arrivato in questa dimensione, un po' come un abitante di pianeti lontani. Dove si trovava fino a poco tempo fa questa creatura così simile a noi, ma che parla una lingua completamente diversa dalla nostra? Che sembra ignorare i principi della logica (cosa cambia se ti cullo da seduta o all'impiedi? Perché se stai cascando dal sonno non chiudi semplicemente gli occhi e dormi? E tanto altro che ogni genitore potrà riferire!), che sembra essere sordo alle nostre argomentazioni cosi razionali? 

Il cucciolo umano, fino a poco prima di "atterrare" in mezzo a noi, viveva in una dimensione molto più raccolta e ovattata rispetto alla nostra: racchiuso dalle avvolgenti pareti dell'utero materno, massaggiato, cullato e dondolato continuamente, immerso in un tiepido bagno amniotico... E in sottofondo, la rassicurante certezza del suono del battito cardiaco della mamma, che come un metronomo scandisce i giorni e le notti del tempo gestazionale. Leboyer, nel suo celebre "Per una nascita senza violenza" racconta con linguaggio semplice e poetico di questo "Eden", vi consiglio di leggerlo, è un libro piccino che fila via in maniera molto piacevole. 

Ma ecco che, improvvisamente, arriva il momento di lasciare la sua prima "casa"... Il bambino è al tempo stesso attore e succube di un evento straordinario, la sua stessa nascita! 
E dopo le fatiche vissute nel travaglio, finalmente il neonato è qui con noi: eccolo in tutta la sua bellezza cercare la madre, la sua voce, il battito del suo cuore, la sua pelle morbida e calda, profumata. Il viaggio che l'ha portato da noi è stato intenso e sfibrante, ora in questo universo dove tutto è diverso da prima egli ha bisogno, disperatamente, di ritrovare degli elementi di continuità con il suo passato per non impazzire, per non sentirsi frammentato in mille pezzi.

Ha bisogno di sentire la musica del battito cardiaco e della voce della mamma... Ma anche del papà, che così tante volte ha sentito dal pancione! Ha bisogno di tornare a sentirsi contenuto, come quando era nel grembo, tornare a sentire quel morbido abbraccio sulla sua pelle! Ha bisogno di essere cullato, dondolato, "shackerato" dolcemente, proprio come quando viveva nella pancia della mamma... Il movimento, che il bambino vive come esperienza fin dai primi momenti del concepimento, viene intrinsecamente associato alla vita: i bambini non lo dimenticano una volta venuti alla luce!

Ha bisogno, soprattutto, che i suoi tempi vengano capiti e rispettati: non possiamo aspettarci che egli, venuto da un altro universo, si adatti repentinamente a questa realtà fatta di ore diurne e notturne, di cause ed effetti, di prima e dopo, di logica e di profitto (utile/non utile). Il bambino neurologicamente, emotivamente, fisicamente non è uguale a noi adulti, egli "prematuro fisiologico", nasce ma ha ancora necessità di proseguire la sua propria gestazione, fuori dalla pancia ormai (esogestazione). Le nostre braccia, le nostre parole gentili, le nostre carezze faranno da incubatrice in un certo senso! Il bambino crescerà e seguirà le tappe del proprio sviluppo, ma sono necessari tempo e pazienza...

Cerchiamo di ricordarlo, anche se in certi momenti, in certe giornate, può non essere affatto semplice... Cerchiamo di ricordarlo quando tocchiamo, manipoliamo il nostro bambino: proviamo ad essere più lenti, ad andare più adagio innanzitutto. Senza farci abbagliare dal "fa' presto" a tutti i costi. Cerchiamo di rallentare e di ripetere le cose, le azioni, più volte: i bambini amano le ripetizioni, sono rassicuranti, danno conferme, fanno star bene! E invece spesso noi adulti stiamo a scervellarci sul "come stimolarli" ulteriormente...  Diamo tempo al nostro bambino di capire cosa stiamo facendo con lui, cosa stia succedendo : non aspettiamoci di vedere reazioni sempre pronte e immediate alle nostre azioni... Il loro cervello è giovane, giovanissimo anzi, e la loro intelligenza ha una "forma" semplicemente diversa rispetto alla nostra, dominata dalla logica causa/effetto che invece verrà conquistata e fatta propria solo col tempo e con l'esperienza (Piaget docet).

Rallentiamo specialmente quando stiamo proponendo qualcosa di nuovo al bambino... Rallentiamo e ripetiamo con gentilezza
Nel babywearing credo che questa potrebbe essere una regola aurea, a tutte le età, ma soprattutto con i neonati, che sono i più piccoli. Non abbiamo fretta nel terminare una particolare tecnica con la fascia o col marsupio! Piano piano , gradualmente, avendo cura di far sentire per tutta la durata necessaria il nostro corpo, e specialmente le nostre mani, senza brusche interruzioni, senza movimenti repentini. Se il bambino si agita possiamo fermarci, tenendolo saldamente in braccio (anche con mezzo supporto indossato, è comunque al sicuro) e provando a dondolare, camminare, muoverci... Anche canticchiare o mettere della musica può aiutare! Man mano possiamo riprendere e continuare, e fermarci ogni volta. Senza nessuna fretta.

Buon portare e buone coccole a tutti voi!

mercoledì 2 settembre 2020

Cose che non sapevo sui marsupi

Spesso chi si avvicina al mondo dei marsupi, ormai così ampio e variegato, è animato da aspettative di semplicità e velocità nei confronti di questo tipo di portabebe'. Come dire: c'è meno stoffa = lo indosso più rapidamente, o ancora ha le fibbie = è più sicuro (rispetto ai nodi che, non si sa mai, possono sempre sciogliersi... - cosa molto discutibile, ma ne parleremo magari in un altro post dedicato alla sicurezza dei supporti-). E invece bastano poche prove di strutturati diversi presenti sul mercato per capire che la faccenda non è così semplice come potremmo pensare! 

L'argomento è bello vasto, a dispetto di quello che si possa credere: ci sarebbe innanzitutto da distinguere tra le varie categorie di marsupi, da quelli a pannello fisso a quelli regolabili (taglia unica oppure distinti in fasce di età), alla diversa configurazione degli spallacci (spallacci che possono incrociarsi tra di loro oppure con attaccatura fissa al pannello, spallacci imbottiti o meno etc), con possibilità di agganciare gli spallacci al fascione, per i più piccini, o al pannello per i più grandicelli, con chiusura del cinturone centrale sulla schiena, o spostata su un lato, con riduttori interni o esterni per i neonati, con cappucci reggitesta, con taschini e tanto tanto altro... Siccome l'argomento è ampio assai, in questo post voglio fare solo un riassunto delle cose che non conoscevo sugli accattivanti marsupi, e che ho imparato durante la formazione con Slingababy.


Piccola premessa, per mia esperienza personale e per confronto con colleghe di altre scuole italiane di babywearing, durante le formazioni lo spazio ai supporti strutturati viene solitamente lasciato alla fine: si parla per lo più di come riconoscere un buon marsupio ergonomico, e solitamente si impara anche a portare sulla schiena con questo portabebe'. C'è lo spazio per provare diversi marchi in commercio, ma sostanzialmente lo studio è focalizzato prevalentemente sulla fascia tessuta e sulle varie tecniche per indossarla; d'altra parte i marsupi sono così intuitivi da utilizzare! 

E quindi: fascione posizionato in vita, facciamo accomodare il bimbo centrandolo nel pannello e tiriamo su quest ultimo; infiliamo gli spallacci e chiudiamo la chest strap (la fibbietta che unisce gli spallacci). Una variante che sto adottando anche io, e che diverse colleghe già usavano, prevede la possibilità di chiudere prima la chest strap (lasciando le cinghie di regolazione degli spallacci molto lente), e far entrare il bimbo nel marsupio già "chiuso", per poi infine regolare la tensione delle cinghie laterali. 

La chiusura della chest strap prima di inserire il bimbo la sto trovando molto utile, anche alla luce di quello che ho scoperto essere il suo corretto posizionamento sulla schiena. La fibbietta che unisce gli spallacci non dovrebbe infatti essere posizionata troppo alta, dietro la nuca per intenderci, ma più in basso. Un punto che può variare da persona a persona in base a fisicità, postura e anche lunghezza degli spallacci del marsupio, e che a grosse linee si può localizzare nella parte tra le scapole o immediatamente sopra. Vale la pena provare spostando la chiusura di centimetro in centimetro. 

Chiudendo la chest strap prima, e stringendo le cinghie laterali successivamente, ho quindi la possibilità di farla scendere più in basso (posso  anche preventivamente spostare i cursori della chest strap verso il basso, sugli spallacci, in particolare se questi non sono troppo lunghi). 
Esistono anche altri modi per indossare il marsupio, uno molto curioso è quello di chiudere sempre la chest strap, infilare il marsupio dall'alto e poi posizionare il bimbo... Dal basso! Il fascione quindi si chiuderà in un secondo momento. Non ho ancora provato, ma lo farò! 

Ma veniamo ad un'altra cosa che non sapevo: come far accomodare correttamente il bambino nel marsupio. Intuitivamente quasi tutti posizionano il bimbo con il sederino alla base del pannello, e poi procedono con la "vestizione" del pannello stesso. Sarebbe meglio invece posizionarlo con il sederino più in basso rispetto alle ginocchia, sederino che va ad appoggiarsi al pannello che cade in avanti. 

Le foto non sono di grande qualità, purtroppo al momento con i potenti mezzi della tecnologia non riesco a fare di meglio... Ad ogni modo il risultato finale è notevolmente diverso: il bambino è posizionato in maniera fisiologica e soprattutto non va a scaricare il peso sul fascione, talvolta piegandolo (soprattutto nei modelli con fascione molto alti). Specialmente portando sulla schiena la sensazione di sicurezza, e di comfort, è nettamente migliore: il bimbo è ben sostenuto da entrambi pannello e fascione. 

Altra cosa interessante: spesso i genitori tendono a stringere eccessivamente le cinghie laterali dei marsupi, per far aderire di più il proprio bimbo a sé. È importante però non eccedere, perché andando a tirare troppo queste cinghie andiamo a toccare il bacino e la sua rotazione... Il bimbo perde la seduta per lui fisiologica e viene come "schiacciato" verso il portatore. Lasceremo quindi un piccolo margine per conservare la rotazione del bacino (faremo sempre il test dei check sulla sicurezza, per verificare noi stessi che stiamo portando bene). 

Un'ultima cosa (beh, ultima per ora... Ho ancora tanto da imparare) : ho imparato un nuovo caricamento dal fianco per portare sulla schiena che a mio parere è molto semplice e soprattutto da tanta sicurezza ai genitori che lo sperimentano... Ho postato sui miei social un video velocizzato su come farlo, puoi vederlo qui. Mi piacerebbe farne un tutorial prima o poi!
Nel caricamento dal fianco (hip scoot) in passato come prima cosa allentavo il fascione (anche col mei tai), in modo da poterlo ruotare più agevolmente... Però in questo modo il bambino inevitabilmente scende verso il basso e un volta che è sulla schiena è più difficile posizionarlo in maniera adeguata. La soluzione è semplice: nella rotazione lasceremo il fascione aderente in vita, non largo, e basterà trattenere il fiato per al massimo 2 secondi.. Il tempo di eseguire il movimento sulla schiena! Provare per credere! 

E tu che ne pensi? Credi ancora che i marsupi siano così "intuitivi"? 





 

venerdì 26 giugno 2020

Sicurezza nel babywearing: quanto ne parliamo?

Vivo il mondo del babywearing da dieci anni ormai (eh si, l'età avanza!), come sai ho indossato più "vesti" in questo settore, iniziando come mamma, proseguendo come artigiana e infine diventando educatrice/consulente. 

Molte cose sono accadute in questo periodo nel panorama nazionale del portare i bambini: nuove scuole di pensiero e differenti approcci al babywearing, l'ascesa e la diffusione delle consulenti su tutto il territorio, decine di gruppi tematici e pagine dedicate all'argomento sui social, e tanti, tanti marchi di portabebe', dalle fasce ai marsupi di ogni tipo... E' l'esplosione del fenomeno "fascia portabebè", che è molto di più di una semplice "moda" (ti consiglio di guardare qui per farti un'idea di quanto sia ricco e dalle origini antichissime questo mondo).
Se aggiungiamo lo scambio e il confronto tra le diverse scuole, sopratutto a livello internazionale, anche attraverso l'importante canale fieristico e dei festival, ci rendiamo subito conto che lo scenario è particolarmente ricco e brulicante di vita, ovunque! 

Ma torniamo nel nostro Paese. In tutti questi anni, che indossassi una veste o un'altra, ho notato che, ampliandosi l'oggetto del dibattito, nei gruppi tematici su tutto si discuteva, dalla mitica "posizione ad M" delle gambine alle grammature delle fasce, dalla fascia più fresca, dal "marsupio per i neonati no!" al "fascia elastica fino a 6/7 kg"... Di tutto e anche di più, solo per citare qualche questione ricorrente nei forum. Di tutto e anche di più, lasciando però poco spazio ad una cosa importantissima, essenziale: la sicurezza nel babywearing.

Un tema storicamente e culturalmente più vicino alla cultura anglosassone probabilmente, molto più ferrata in tema di safety. Chissà. Chissà perchè in Italia quando si parla di fasce e marsupi si parla ancora molto poco dei check da fare prima e dopo aver indossato il proprio bambino.

Check da fare prima... Si, perchè il portabebè si controlla sempre PRIMA, ogni volta che ci accingiamo a metterlo su. Si controllano tutte le parti, lo stato di ganci e fibbie, se si tratta di un marsupio; le cuciture, le imbottiture... Ci sono buchi? Il tessuto è danneggiato? Si verifica ovviamente che il peso del bambino sia inferiore alla portata massima del portabebè dichiarata dalla casa produttrice. 

Check da fare DOPO, una volta indossato il bambino. I primi due sono sulla SICUREZZA in senso stretto, e sono:

1) RESPIRA? Domanda detestata dai genitori che portano, eppure... E' lecito porsela, specie alle primissime esperienze. Le vie aeree del bimbo devono essere sempre libere e non deve essere necessario scostare il tessuto del portabebeè per vedere il piccolo.

2) SENZA MANI? E' necessario che sorregga il bimbo, con una o addirittura entrambe le mani? Se si, c'è qualcosa da sistemare... Il bimbo deve stare nel portabebè senza bisogno di sostegno extra da parte mia. Le mani? Solo per le coccole.

Altri due check sono rispettivamente sulla posizione del bambino e sul comfort del portatore. Vediamoli:

3) POSIZIONE DEL BAMBINO: come uno scanning, partiamo dall'alto (la testolina) e andiamo verso il basso (piedini)
 a) testolina ad altezza bacio (il bimbo è posizionato alto sul nostro corpo, al di sopra del nostro baricentro; posso baciagli la testolina facilmente)
 b) manine alte, le braccine non cadono lungo i lati
 c) il tessuto del portabebè copre adeguatamente il bimbo (nei piccolini, fino alla nuca; con bimbi più grandicelli anche sotto le ascelle)
 d) il tessuto del portabebè è ben disteso e liscio dietro la schiena del bimbo
 e) il tessuto del portabebè sostiene il bimbo da ginocchio a ginocchio
 f) i piedini del bimbo sono allineati, paralleli al pavimento
 g) il bacino è ruotato (pelvic tilt), in pratica il sederino è più in basso rispetto alle ginocchia

Ti linko questa utile immagine proveniente dal sito Babywearing Italia
 
4) COMFORT DEL PORTATORE: tutto ciò che può servire per migliorare il comfort e il benessere di chi porta il bambino. Può essere un risvolto sulla spalla,lo spostamento di un nodo, lo scostamento di un lembo... E tanto altro, perchè portare deve essere comodo anche per il portatore!

Per sintetizzare ho girato qualche settimana fa questo video, dove per l'occasione ho i capelli legati (non capitava dal 2001!)!



Rispetto alle celebri T.I.C.K.S. abbiamo qualcosa in più, ma anche qualcosa in meno... Riesci a indovinare? A proposito di TICKS...





Ti consiglio inoltre questa lettura, si parla anche qui di sicurezza mentre l'autore fa una carrellata tra i vari tipi di portabebè: https://www.childrensfurniture.co.uk/baby-slings  

Riguardo le TICKS ho realizzato un video, durante il lockdown, eccolo:





Spero ti sia utile... 

Un check finale riguarda la TEMPERATURA DEL BAMBINO nel portabebe': teniamo sempre conto che il tessuto della fascia o del marsupio è uno strato aggiuntivo di copertura, quindi (s)vestiremo il bambino adeguatamente, anche in base alla temperatura esterna. Puoi verificare in ogni momento se il bimbo è troppo riscaldato toccandolo dietro la nuca! Ricorda, specialmente in estate, che il bimbo deve idratarsi a sufficienza; eviterai naturalmente anche di uscire nelle ore più calde del giorno. 

Con mia grande soddisfazione i feedback che mi stanno rimandando i genitori sui controlli da fare, sopratutto dopo aver posizionato il bambino nel portabebè, sono molto positivi. Anziché suscitare ansia diffusa o preoccupazioni generalizzate come qualcuno mi aveva suggerito, questi check si stanno rivelando degli efficaci mezzi per promuovere l'autonomia e il senso di sicurezza dei genitori stessi, che si ritrovano così tra le mani un kit di strumenti semplici da consultare per capire se i loro figli sono al sicuro , in fascia o in marsupio. 
E cosa può esserci di più bello?

Buon portare a tutti!

giovedì 4 giugno 2020

La prima consulenza dopo il lockdown...

La prima consulenza dopo il lockdown ha un sapore dolcissimo, il sapore delle cose tanto desiderate e infine arrivate. Come poteva essere diversamente? In questi mesi, tre lunghi mesi (giorno più giorno meno), non c'è stato giorno in cui non pensassi alla mia "normalità" lavorativa, e a come mi mancasse...

Tornerò mai al lavoro?, mi chiedevo ogni mattina che mi alzavo; una domanda onnipresente, ricordo benissimo che era il secondo pensiero appena lucida: il primo era invece "Ma sta succedendo davvero tutto questo, o è un sogno?"

martedì 26 maggio 2020

Annamaria... Ma cosa fai??



In questi mesi di lontananza fisica dai genitori e dalle famiglie che seguo , ho avuto modo di pensare e iniziare a mettere a punto nuovi strumenti e strategie per essere più efficace nel lavoro che faccio. 

Sicuramente quello più impegnativo, quello che ha richiesto maggior tempo in termini di realizzazione e post - realizzazione... E' stato il caro, vecchio video tutorial! Un mezzo che ho amato e odiato in questi primi dieci anni di attività nel babywearing... Ma i tempi erano maturi, io mi sentivo pronta per tornare su YouTube.
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