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lunedì 28 agosto 2023

Il marketing della paura

Ultimamente mi è capitato di imbattermi sui social in delle inserzioni sponsorizzate, niente di nuovo sicuramente, si tratta di prodotti in buona parte già visti in passato; è merce destinata alla fascia "genitori di bimbi piccoli" o anche "genitori in attesa", ed hanno tutti un comune denominatore: la preoccupazione per la salute del proprio bambino.

Beh che scoperta!, di solito gran parte dei genitori è proprio mossa dalla volontà di proteggere l'incolumità e la salute dei propri figli, quindi nulla di strano. Però, ad una lettura un minimo più attenta, non posso fare a meno di notare lo stile comunicativo degli annunci che mi compaiono sullo smartphone, e l'enfasi che viene data a particolari aspetti.

 

Il "marketing della paura" inizia dalla gravidanza



Fin dall'attesa, i futuri genitori sono target "facili" per le aziende di articoli di puericultura e prima infanzia: la madre in particolare è più sensibile alla preparazione, anche solo mentale, del "nido", senza considerare il fatto che già la gravidanza di per sè è una condizione nel tempo colonizzata da tutto un comparto di prodotti ad hoc (creme, cuscini, abbigliamento etc), dove molto poi influisce il passaparola, o il sentito dire.

Se avete letto "Bebè a costo zero"

sabato 13 marzo 2021

Novità! "Regalami" con una consulenza: le Gift Card

 

Se hai pensato di fare un dono speciale per una persona cara, se è appena arrivato un bambino nella sua famiglia, o se sta per arrivare... Hai l'opportunità di regalare una consulenza con me! Non le solite tutine, non giochini per il bebè o altri gadget di varia natura... Puoi regalare un'esperienza utile a tutta la famiglia, mamma, papà e bambino!

Sono anni ormai che nel mio lavoro vengo contattata e scelta come "regalo" in occasione di una nascita, finalmente sono riuscita a far stampare delle card in cartoncino con buste abbinate... Cosicchè chi effettua il regalo può anche scrivere (o farmi scrivere, se consegnerò io a mano la card) una frase, un augurio di proprio pugno.

Le card sono di due tipi: la prima è per acquistare una consulenza babywearing, per scoprire in mia compagnia il mondo di fasce portabebe' e marsupi, nel costo della consulenza è inclusa una settimana di noleggio gratuito per un portabebè. 


 
 
L'altra card è

venerdì 26 giugno 2020

Sicurezza nel babywearing: quanto ne parliamo?

Vivo il mondo del babywearing da dieci anni ormai (eh si, l'età avanza!), come sai ho indossato più "vesti" in questo settore, iniziando come mamma, proseguendo come artigiana e infine diventando educatrice/consulente. 

Molte cose sono accadute in questo periodo nel panorama nazionale del portare i bambini: nuove scuole di pensiero e differenti approcci al babywearing, l'ascesa e la diffusione delle consulenti su tutto il territorio

venerdì 8 maggio 2020

European Babywearing Week 2020: le iniziative in Campania

Arriva anche quest anno la Settimana Europea del Babywearing, iniziativa che edizione dopo edizione acquisisce sempre di più una identità dai contorni chiari e definiti. Le Scuole, i brand di produttori e sopratutto le Consulenti di tutto il continente hanno pensato e organizzato tante cose belle, anche in questo periodo storico così difficile e provante. 

Certo, lavorare su cosa offrire ai genitori e agli altri membri della comunità babywearing non è stato per nulla facile in questa edizione, considerando che io e con me molte colleghe siamo a casa impegnate con figli più o meno piccoli, tra bisogni ignorati e tentativi di didattica a distanza.

sabato 18 aprile 2020

Pikler e "alto contatto"


Da quando sono entrata in contatto con il pensiero di Emmi Pikler è stato inevitabile iniziare a fare dei ragionamenti e delle considerazioni dentro di me, rapportando le parole della pediatra e ricercatrice ungherese alla mia esperienza di babywearing, come mamma e professionista.
Centrali nell'intera visione pikleriana sono la libertà e il rispetto riconosciuti alle competenze del bambino, fin dalla più tenera età; come ho avuto modo di iniziare a raccontare in un post di poco tempo fa, fin dalla culla al cucciolo umano sono necessarie poche cose

affinchè possa avvenire uno sviluppo psicomotorio armonico, che personalmente schematizzerei nelle "3 a": ambiente, abbigliamento e sopratutto adulto! Se l'adulto infatti interferisce
il meno possibile con la libera ricerca e sperimentazione di movimenti e posizioni da parte del bambino, evitando di "insegnargli cose" che, al massimo della mobilità raggiunta al proprio personale livello, egli non è capace da solo di compiere, e se si preoccupa unicamente di garantirgli un ambiente e un abbigliamento idonei a fargli vivere questa libertà di movimento, avremo degli ottimi presupposti affinchè si manifesti uno sviluppo equilibrato. 

Il ruolo dell'adulto quindi è pur sempre cruciale, anche se grande centralità torna finalmente all'attore principale del suo proprio sviluppo, il bambino. Le puericultrici di Loczy, così come ogni genitore, non dovrebbero quindi mai "aiutare" il bambino a compiere movimenti di cui egli non è ancora capace
Dal canto loro, i bambini lasciati liberi di muoversi difficilmente richiederanno l'assistenza dell'adulto perchè gratificati dai risultati delle loro stesse attività, e questo appariva con particolare evidenza proprio a Loczy, a differenza di contesti tradizionali dove invece la puericultrice " quasi senza sosta è occupatissima ad aiutare i bambini a muoversi e a rimettere loro in mano i giocattoli. In questo modo i bambini passano una parte più o meno lunga della giornata in attesa". 

I bambini lasciati liberi trascorrono anche un tempo qualitativamente migliore con le figure adulte di cura: "la puericultrice può tranquillamente dedicare più tempo ai singoli bambini , perchè non vive in uno stato di tensione e fretta costante. Perciò, se qualche volta il bambino ha bisogno di aiuto, la puericultrice ha più tempo per intervenire e tranquillizzarlo. Di conseguenza, tra lei e i piccoli si instaura un rapporto migliore; i bambini sono più allegri, attivi e hanno più voglia di muoversi negli spazi a loro dedicati".



Abbiamo quindi un bambino che si muove libero e felice, in uno spazio adeguato per lui, con un abbigliamento rispettoso delle sue necessità; un bambino che passerà i primi mesi della sua vita in posizione supina, finchè non sarà capace autonomamente di iniziare a voltarsi sul fianco, poi sulla pancia, poi a ribaltarsi sulla schiena e così via. 

Un bambino, mi è venuto da pensare mentre leggevo Datemi tempo, che, conseguentemente, verrà preso poco in braccio? Tra le pagine della Pikler si legge "il bambino resta coricato supino giorno e notte finchè non è capace, di sua iniziativa, di mutare posizione. In questo periodo l'adulto porta il bambino in braccio in posizione distesa. (...) Per il ruttino lo solleva quasi verticalmente per uno o due minuti, sostenendogli fermamente la schiena e la testa. Finchè non è capace di voltarsi dalla schiena sulla pancia, il bambino viene messo in questa posizione solo per pochi minuti al giorno, quando è proprio inevitabile (dopo il bagno, per esempio, per asciugargli la schiena o durante un'eventuale visita medica"
Il bambino della Pikler sarà quindi, congruentemente con la visione dell'autrice, un bambino manipolato e anche preso in braccio il meno possibile, sopratutto nei primi mesi di vita; il bisogno di contenimento del neonato sembrerebbe in qualche modo rispettato nel breve periodo postnatale, grazie all'utilizzo di una sorta di "sacco nanna" , "un ampio cuscino fornito in fondo di sacchetto (come i porte-enfant di un tempo) (...) i bambini dormono negli appositi sacchi imbottiti che da noi sono molto più lunghi e più larghi di quelli usati in altri paesi. In questo modo il piccolo può sgambettare liberamente".


Il bisogno di contatto fisico sembrerebbe invece essere soddisfatto durante le attività quotidiane di cura, dall'alimentazione al cambio al bagnetto; attività dove l'adulto avrà l'attenzione di guardare negli occhi il bambino, dicendogli cosa sta per fare, cosa sta accadendo, trattandolo costantemente con estremo rispetto. Il diritto di partecipare attivamente alle scelte che lo riguardano è fondamentale nel bambino, fin da neonato: l'adulto non può dimenticarsene nell'interazione quotidiana con lui. Ogni azione di cui è destinatario il piccolo, anche la più banale, andrebbe per quanto possibile sempre comunicata: dalle mani, dagli sguardi e dal tono della voce dell'adulto emana profondo rispetto per la dignità e la persona tutta del bambino, che non subisce ma partecipa così all'azione.


Per la mia esperienza di madre e per gli studi sull'importanza del contatto e del contenimento, le parole della Pikler mi hanno sul momento un po'turbata e, mio malgrado, intimamente infastidita: ammettiamo anche che sia vero che il bambino, stando a quanto sostiene l'autrice, appaia appagato e sereno, e felice di essere libero e rispettato nella dimensione descritta ma... Dov'è la madre? Dove il genitore? La madre, appena nata, sembra non essere riconosciuta nel suo bisogni di continuità con la vita prenatale, bisogni che spesso la portano, come mammifero, a cercare la prossimità fisica e direi addirittura cutanea con il suo cucciolo. Da pediatra è anche abbastanza comprensibile che la Pikler incentri tutto il suo discorso sul bambino, ma noi, alla luce anche dei tanti lavori sul baby blues e aulla depressione post partum, non possiamo ignorare che il neonato sia ancora legato a filo doppio con sua madre, sopratutto nei primi mesi di vita. Purtroppo nella letteratura non è infrequente questo atteggiamento di oblio nei confronti della figura materna, ancora oggi. 

Il babywearing, va abbastanza da sé, non  è praticamente mai menzionato nelle pagine della Pikler: d'altra parte come potrebbe, visto che in qualche modo contiene i movimenti del bambino? Pikler fa cenno alle tradizionali fasciature dei neonati come impedimenti alla libertà di movimento del bebè, ma di portage vero e proprio non ne parla (tra l'altro va considerato che il portare era una pratica appannaggio di etnie lontane o di strati popolari, non un fenomeno trasversale come si sta delineando ai giorni nostri). 

Vorrei aggiungere, parlando di libertà di movimento nel babywearing, che si tratta di un argomento abbastanza controverso tra gli addetti ai lavori: è essenziale ai fini del praticare un'attività sicura per bambini e genitori sottolineare che i supporti vanno sempre indossati senza avere la necessità di sorreggere i bebè con le mani (se avvertiamo il bisogno di mantenere con una o con entrambe le mani il nostro bimbo portato in fascia o in marsupio, vuol dire che c'è qualcosa da sistemare), al tempo stesso però bisogna considerare anche l'importanza della possibilità di movimento al bambino. 

Mentre pratichiamo il babywearing insomma dobbiamo essere sicuri che stiamo rispettando tutti i criteri di safety, per cui presteremo attenzione alla corretta copertura e aderenza del supporto al nostro corpo (e a quello del bimbo naturalmente!), ma al tempo stesso avremo anche l'accortenza affinchè ci sia possibilità di movimento sopratutto per il bebè; non ci spaventeremo, quindi, se mentre portiamo, avverranno leggeri spostamenti, cambiamenti di posizione di braccine, testolina, un orlo che si sposta un po', una seduta che non va proprio da ginocchio a ginocchio etc... Perchè, come dicono a Slingababy, la vita è movimento!, insomma un bambino che si muove è un bambino perfettamente normale e sano. Resteremo però in ascolto dei segnali che il nostro corpo, e quelli che il bebè, ci mandano: safety first, sempre! (di seguito, le T.I.C.K.S. rule for safe babywearing)




Portare risponde a molti bisogni della diade, spesso si tratta di bisogni di tipo "pratico", scherzando con i genitori che incontro conveniamo che sopratutto dal secondo figlio in poi il babywearing salva le famiglie... Una soluzione per vivere la quotidianità delle nostre vite, dall'accompagnare i figli a scuola al fare qualche faccenda domestica, un modo poco ingombrante e "smart" di spostarsi dentro e fuori casa, sopratutto con i neonati! Per non parlare di altri bisogni come la necessità di contatto in special modo per i piccolini nati pretermine, per le mamme che stanno provando a riallattare dopo una partenza problematica, e tanto, tanto altro...

La lezione della Pikler, che per me a livello globale rimane preziosissima, lo è anche parlando di babywearing, un ambito che apparentemente sembrerebbe essere totalmente estraneo al pensiero della pediatra ungherese. Resta preziosa perchè mi ricorda quanto sia importante rispettare il bambino, con tutti i suoi bisogni, tra cui spicca senz'altro il muoversi liberamente, ma non solo: su tutti mi viene in mente il bisogno di lentezza... Così spesso ignorato! (da mamma, quante volte ho messo frettolosamente i miei figli in fascia, per correre dietro alle mille attività quotidiane...) 
Nelle mille azioni e gesti di tutti i giorni, da genitori ed educatori, dovremmo muoverci tenendo presente questi bisogni, osservando il nostro bambino per capire quali siano: nostro figlio ci "parla", comunica con noi in ogni momento, in una lingua che dovremmo sforzarci di ri-apprendere per interagire con lui in maniera appagante e rispettosa per ambo le parti. Come osserva Pikler: " fin dai primi giorni di vita il neonato ci comunica con precisione, tramite i gesti e l'intero suo comportamento, se è soddisfatto del cibo che riceve, ancor prima di mettersi a piangere o sputare. Ascoltiamo i suoi segnali, teniamone conto e rispondiamo in modo adeguato: così ci accorgeremo che il bambino prende, anche molto presto, l'iniziativa per dirci a suo modo che, per esempio, gli piace la temperatura dell'acqua del bagno o che si trova a suo agio mentre lo vestiamo o lo spogliamo" . 

Parlando di babywearing... Dovremmo ogni volta, prima di preparaci a portare nostro figlio, chiederci (magari anche prendendolo in braccio, "ascoltando" il suo corpo) se lui ne abbia voglia: è disponibile ad essere portato in quel momento? E mentre lo indossiamo, nella fascia o nel marsupio, ripetendo la sequenza di movimenti e di gesti che man mano il nostro bambino impara a riconoscere e a sentire familiare, cercheremo di farlo con gentilezza e rispetto, chiedendogli (a parole, o con il corpo...) il consenso, prestando attenzione ai segnali che ci indicano un disaccordo (magari ha caldo, o vuole poppare, o semplicemente vuole stare disteso sul fasciatoio o sul letto...). 

Non è così ovvio... Restare in ascolto, connessi, con un esserino così piccolo, tra mille cose e pensieri da adulto. Ma state facendo un buon lavoro, cari genitori... Ci state provando. E dalle prove, dagli sbagli, si può imparare tanto. Il nostro "mestiere" di mamme e papà non è affatto facile a volte! Ma i nostri figli, creature con un grande cuore, ci perdonano tutto. Dovremmo imparare da loro.

Buon portare e buone coccole!




lunedì 13 aprile 2020

Cinque domande sul babywearing

Tempo fa, ormai sono passati quasi tre anni, gli amici di Napoleaks, una testata giornalistica online indipendente, mi scrissero per un'intervista sul babywearing. Fu un'occasione imprevista per parlare non solo di portabebè, ma anche del cosidetto "alto contatto"... Che, a proposito, io opterei per sostituire con altre espressioni: gli inglesi parlano di "normal infant behaviour", io proporrei semplicemente di parlare di bisogni del bambino. Non solo bisogni strettamente legati alla fisiologia, "visibili", e universalmente riconosciuti e accettati come mangiare, bere, dormire, essere puliti, ma anche necessità "invisibili"

mercoledì 8 aprile 2020

Pillole di Pikler


Leggendo Emmi Pikler non si può fare a meno di avvertire (e apprezzare) un certo respiro che anima i suoi scritti, un afflato a tratti poetico, e rivoluzionario, sul rispetto delle competenze del bambino. In tutto il suo "Datemi tempo - lo sviluppo autonomo dei movimenti nei primi anni di vita del bambino" emerge il ritratto di un bambino capace, con tante abilità, una creatura che è ben oltre il fantolino passivo e incapace ritratto fino a qualche decennio fa nei manuali di puericultura. Lo sviluppo delle abilità motorie,

martedì 31 marzo 2020

"Vizio" delle braccia... O bisogno? Riscrivere il lessico

Certe espressioni, sebbene possano essere tecnicamente improprie e scorrette, sono talmente radicate nel linguaggio comune che il loro utilizzo prorompe spontaneo nelle conversazioni, anche tra "addetti ai lavori". 

Ci pensavo proprio ieri pomeriggio, quando nel leggere un messaggio ricevuto da una neomamma stavo per risponderle citando il famigerato "vizio delle braccia"! Che cosa assurda!, mi sono bloccata improvvisamente, proprio io che non faccio altro che parlare di bisogni e competenze innate del bambino, proprio io che scrivo di contatto e contenimento dei neonati come loro diritto imprescindibile...

martedì 3 febbraio 2015

Parliamo di fasce porta bebè: nuovo incontro informativo!

Riprendono dopo la pausa natalizia gli incontri informativi per diffondere il portare in fascia! Stavolta, per la prima volta dopo anni, ci vediamo appena oltre le mura della nostra città: appuntamento a Giugliano in Campania (Napoli), ospitati da Spazio M'Ama Massaggio Infantile, un luogo comodo ed accogliente dove mamme e papà si ritrovano ed imparano le tecniche e i rituali del massaggio ai piccoli! 
Parleremo dei benefici del portare i nostri bambini, conosceremo da vicino i diversi tipi di porta bebè in commercio, e sarà inoltre possibile provare i vari tipi di fascia nonchè di marsupio della nostra fascioteca... Il tutto in maniera assolutamente gratuita!

martedì 16 dicembre 2014

Fascia elastica: come e perchè sceglierla?

La mia collega ed amica Sabrina con la sua piccola Maya
La fascia lunga elastica è stato il primo porta bebè entrato nella nostra famiglia, anche prima del classico, famigerato marsupio (ebbene si, abbiamo provato anche quello!). Un supporto acquistato quando avevo ancora il pancione e navigavo su Ebay cercando un marsupio usato, prima di sapere che ci fosse l'universo parallelo del babywearing, prima di apprendere dell'esistenza di quella strana espressione, "portare i bambini"

Un amore sbocciato quasi subito, quello per l'elastica: quasi perchè le prime due volte che provai a metterci Alessandra ebbi paura di star facendo male la fasciatura, e lasciai stare (la prima volta non riuscii a terminare, la seconda ebbi paura di stringere troppo).

lunedì 26 maggio 2014

Fitness e babywearing: ginnastica in fascia!

Le mamme dell'associazione "Sport Insieme" Salerno
Metti un gruppo di mamme piene di energia e voglia di mettersi in gioco. Metti che una di queste mamme sia un'istruttrice di fitness che nel lavoro che fa ci mette tutta la passione e l'amore di cui è capace. Metti che sia anche un'amica, con il pallino delle collaborazioni proprio come te. E infine metti un pomeriggio finalmente estivo, all'aria aperta, nella bella cornice del Parco del Mercatello a Salerno... Ne viene fuori un'esperienza altamente coinvolgente ed emozionante, assolutamente da ripetere!! Grazie alle mamme dell'Associazione Sport Insieme presieduta da Mascia Marigliano, istruttrice certificata Mammafit: è stato bello parlare di portare e di fasce, per poi assistere, alla fine dell'incontro, ad una sessione di ginnastica in fascia!

venerdì 8 novembre 2013

Perchè portare?? Un post da non salvare.



Spesso, sopratutto in passato, andavo in cerca di articoli o post in giro per la rete che trattassero dell'importanza del portare, o, a dirla meglio, dei motivi per cui fosse consigliabile usare la fascia porta bebè. 
Nel corso degli anni, sopratutto nei primi da mamma-canguro, ho googlato, navigato, "surfato" tra forum, gruppi e community varie alla ricerca di testimonianze e saggi che, perchè no?, magari anche in forma di "decaloghi" (e quindi facilmente memorizzabili, almeno per me accade così!) spiegassero PERCHE' il babywearing fosse una scelta da abbracciare e consigliare il più possibile. Ho salvato decine e decine di link tra i preferiti del mio pc... Un piccolo archivio che parla di me, e della mia storia-evoluzione di mamma portatrice

lunedì 2 settembre 2013

Accogliere la nascita: convegno con Michel Odent, Alessandra Bortolotti, Giorgia Cozza, Roma 08/09/2013

Accogliere il bambino, rispettandolo e amandolo
Domenica 08 Settembre avremo l'onore di assistere a quello che promette di essere un interessantissimo, appassionante incontro sul tema della nascita rispettata, argomento che abbiamo (che ho in particolare io, come donna e mamma) a cuore. Nascita rispettata è un'espressione secondo me bellissima, che in maniera anche molto poetica racchiude in sè un nucleo di significati che si intrecciano tra loro in maniera complessa, contaminando in ciò aree del sapere umano quali antropologia, storia, medicina, biologia, psicologia, sociologia secondo una prospettiva che personalmente mi affascina tanto.

martedì 20 marzo 2012

Giveaway Piccoli Babywearers: chi ha vinto??


Tadada-dan!!! Chi si porterà a casa una coloratissima fascia ad anelli Bubamara Mini?? Perchè ebbene si, alla fine l'ha spuntata, anche se per una manciata di voti, proprio "Bubamara mini" a discapito del più fantasioso "Bubamarelle"... Per la cronaca, il primo proposto da me, il secondo frutto dell'immaginazione di papà Bubamara!

giovedì 1 marzo 2012

Piccoli babywearers: fasce porta bebè per bimbi... Il Giveaway!!

 Se siete anche voi tra quelli che almeno una volta si sono incantati a osservare i  propri figli giocare, che sia stato con un prezioso peluche da collezione o un semplice scatolone in cui rifugiarsi... Sappiate che giocare è una cosa seria!! Attraverso il gioco infatti il bambino libera la propria creatività, sviluppa diverse abilità psichiche e motorie, sfoga tensioni ed emozioni, ricrea la realtà nella quale è immerso quotidianamente... Insomma tutt'altro che uno scherzo! 

venerdì 10 settembre 2010

Benvenuti in Bottega Bubamara! fascia porta bebè, mei tai e tutto sul portare il neonato - babywearing

 

           una pratica fascia porta bebè ? o un comodo mei tai ? benvenuti in Bottega Bubamara!
Clicca sulla coccinella per accedere al blog di Babywearing di Bottega Bubamara

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